Esplorando Edimburgo

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Domenica: una giornata intera da dedicare a Edimburgo. 

Lasciamo il nostro b&b e dopo una sosta da Starbucks (dove rimango colpita da quanto sia buono il cappuccino) ci dirigiamo a piedi verso la zona del parco di Calton Hill che, come dice il nome, è davvero situato su una collina. Da lì, tutta possiamo ammirare tutta la città dall'alto.

Dopo Calton Hill torniamo verso il Royal Mile. Percorriamo vie affollate e stradine un po' più defilate, fino ad arrivare al Castello di Edimburgo dove però decidiamo di non entrare e di continuare ad esplorare la città girovagando a piedi (che è uno dei modi con cui preferisco scoprire le grandi città, in generale; senza contare che non avendo più di un giorno e mezzo ancora a disposizione, dobbiamo selezionare con cura ciò che preferiamo fare). 

Per pranzo andiamo da Mum's Great Comfort Food, un locale semplice e informale ma con un suo stile molto cool (i menù da sfogliare hanno grafiche da dischi anni '70) che serve piatti tipici scozzesi. Ci dividiamo una zuppa e una pie di cervo davvero deliziosa... immaginatevi uno scrigno di pasta sfoglia ripieno di carne morbidissima e saporita. Ecco, esperienze così sono quelle che mi rimarranno impresse a fuoco nei ricordi perché sono le occasioni in cui posso ribaltare dei pregiudizi, in questo caso sul cibo. Per tutto il viaggio abbiamo mangiato benissimo e in posti che potrei definire decisamente cheap. L'altro pregiudizio smentito più volte è stato quello sulla freddezza della gente; nell'immaginario comune, gli abitanti del nord non sono fra i più calorosi, ma vi posso assicurare che gli scozzesi sono davvero gentili, simpatici e accoglienti. Cameriera di Mum's compresa, quindi punto in più per il servizio, da aggiungersi ad un altro punto a favore per l'ottima playlist in sottofondo (Hong Kong Garden, Man On The Moon, Whistle For The Choir).

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Dopo pranzo visitiamo la Cattedrale di St. Giles, prima di dirigerci in un posticino un po' meno turistico ma altrettanto affascinante...

 Lungo la strada ci imbattiamo in un matrimonio, dove sposo e invitati sfoggiano orgogliosamente il kilt, compresi i più giovani.

Lungo la strada ci imbattiamo in un matrimonio, dove sposo e invitati sfoggiano orgogliosamente il kilt, compresi i più giovani.

Ed eccoci al Dean Village, a pochissima strada a piedi dalle vie affollate del centro: una zona silenziosa, calma e quasi certamente non presente nella to-do-list della maggior parte dei turisti che vengono qui a Edimburgo, ma che secondo me merita davvero di essere vista. Sembra di essere in un piccolo villaggio fuori dal tempo e ogni scorcio è una cartolina.

 Non ho mai visto così tante insegne hipster e cool come a Edimburgo, anzi, nello specifico: non ho mai visto così tanti barbieri (esatto, mica parrucchieri per donne), con insegne e grafiche hipster e cool. 

Non ho mai visto così tante insegne hipster e cool come a Edimburgo, anzi, nello specifico: non ho mai visto così tanti barbieri (esatto, mica parrucchieri per donne), con insegne e grafiche hipster e cool. 

Ormai è chiaro che per noi il cibo ha un'importanza fondamentale durante un viaggio e possiamo farci mancare una sala da tè con leggendarie, altissime fette di torta? Ovviamente no. Consigliatissimo quindi Lovecrumbs, dove concedersi una pausa in un luogo hygge e adorabile, se possibile preferendo un davanzale ad un tavolino. Meno comodo ma anche meno scontato.

La nostra passeggiata si conclude con una breve visita al cimitero di St. Cuthbert, in cui ci imbattiamo per puro caso. Luogo tranquillo e antico, con lapidi coperte di muschio risalenti fino al 1600.

Comincia piovere, una pioggia fine fine che ci accompagna fino al nostro ritorno al b&b.

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Il programma per la serata è cena in un ristorante indiano. Quello per il giorno dopo... lo racconterò nel prossimo post.